Partite IVA e Manovra di bilancio: cosa potrebbe cambiare per i regimi forfettari


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Nel terzo trimestre del 2019, 49.171 nuove partite Iva hanno optato per il regime forfettario: esse rappresentano il 48,4% delle nuove aperture, con un aumento del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Osservatorio sulle partite IVA – Dipartimento delle Finanze). Con molta probabilità questo incremento può essere ricondotto alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio dell’anno scorso, che hanno innalzato a 65.000 € la soglia massima dei ricavi percepiti, entro la quale le Partite Iva possono beneficiare del regime fiscale di favore – quello dei forfettari appunto – con un’aliquota unica fissata al 15% (o al 5% per le start up).

Quali sono le novità contenute nella Manovra? Cosa potrebbe cambiare?

Premesso che sulle misure riguardanti le Partite Iva non ci sono ancora sicurezze, dato che l’iter parlamentare verso l’approvazione del disegno di legge è ancora in corso, pare che verrà confermata la flat tax al 15% per tutti gli autonomi, professionisti e imprese che dichiarano ricavi o compensi fino a 65.000 €, in continuità con la legge di bilancio 2019.

Diversamente, si farebbe marcia indietro rispetto allo scorso anno su due vincoli di accesso per godere del prelievo agevolato al 15%: verrebbe infatti introdotto il tetto di 30.000 € per chi cumula reddito da lavoro subordinato o da pensione, nonché il limite di spesa a 20.000 € per le prestazioni di collaboratori o dipendenti. Probabilmente non verrà introdotto, invece, un tetto massimo di spesa sui beni strumentali per chi decide di fare degli investimenti nella propria attività.

Sembra che i forfettari potranno continuare a beneficiare delle semplificazioni contabili, con l’esonero dall’applicazione dell’Iva e dagli adempimenti collegati, mentre la fatturazione elettronica continuerebbe a non essere obbligatoria. Tuttavia, per chi tra i forfettari sceglierà comunque l’e-fattura sarebbe previsto un meccanismo premiale con un “taglio” di un anno dei termini a disposizione del Fisco per effettuare accertamenti.

Infine, il regime analitico con flat tax al 20% per le partite Iva da 65.001 a 100.00 €, che sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio 2020, non dovrebbe scattare.

Cosa può fare CAF Acli per le Partite Iva in regime forfettario?

Innanzitutto, abbiamo attivato da alcuni mesi un servizio di informazione ed accompagnamento rivolto a tutti coloro che sono intenzionati ad aprire una partita Iva con l’obiettivo di aiutare il contribuente nella scelta del regime più conveniente e di chiarire le questioni relative alla parte previdenziale, fiscale, civilistica e contrattuale che il lavoro autonomo comporta.

Inoltre, possiamo occuparci dell’apertura della partita Iva, della gestione della contabilità e dell’elaborazione del Modello Redditi.
Sebbene i forfettari non abbiamo l’obbligo della fatturazione elettronica, chi decidesse comunque di optare per le e-fatture potrebbe disporre di un programma per la fatturazione elettronica e di un servizio di assistenza anche a distanza in caso di bisogno.

Per maggiori informazioni basta scrivere a servizicontabili@aclitrentine.it o chiamare il numero 0461 277 277.


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